Xtro - Attacco alla Terra

Locandina

di Harry Bromley Davenport (1983)

Autori della recensione: Marchiño

Questo delirante lungometraggio, senza senso a partire dal suo titolo, è un calderone di scene messe insieme alla meno peggio ma con un forte denominatore comune che dà loro un’inusitata coesione: una vena surreal-psichedelica ai limiti della psicolabilità.
Tutto il film è infatti accompagnato da un’assurda colonna sonora di fischi che si sovrappongono su tutte le lunghezze d’onda percepibili dall’orecchio umano nel vano tentativo di creare quella atmosfera lisergica che ben si confà al film. Il tono delle scene passa dal drammatico al surreale, dal visionario all’erotico, dall’horror alla fantascienza, creando un forte straniamento nello spettatore che però potrà godere di molte perle e riuscirà a sostenere la visione aiutato dalla pseudo-concatenazione logica dei piani sequenza.
La scena iniziale è da cineteca ed è il preludio al non-senso a cui si sta per assistere. Un bambino gioca nel giardino col padre che lancia in aria un bastone: questo esplode clamorosamente creando il buio totale da cui emerge una luce accecante che rapisce l’uomo. Tre anni dopo un pasticcone lucente atterra in un bosco: ne esce un rachitico cane torto alieno che nel giro di cinque minuti uccide una coppia che passa di lì in auto (meravigliosa la scena dell’urto) e ingravida una povera malcapitata che vive nel bosco (la scena di questo stupro da parte del ridicolo cagnaccio è seconda solo a quella del parto, che descriviamo a breve). Dopo due ore per la malcapitata, gonfia come una mongolfiera, è già arrivato il momento del travaglio: sfondando il pancione il padre del bambino fa la sua ricomparsa nel film in un profluvio di sangue e alghe!
Da questo momento in poi comincia lo psicodramma familiare che coinvolge la moglie, il suo nuovo compagno, la baby-sitter strabona ed il suo ragazzo ebete, la vecchia vicina di casa e, naturalmente, il ragazzino, cresciuto nel disagio psichico per l’assenza del padre. Il babbo alieno non mancherà di cedere al figlio i suoi malvagi poteri, scatenando la sua pazzia latente che lo porterà ad eliminare in modo violento tutti gli altri. Il film non perde comunque la sua vena psico-surreale in quanto compaiono in scena un clown immaginario, un soldatino che si ingigantisce e prende vita e perfino una pantera (vedere per credere), e la mantiene, omicidio dopo omicidio, fino all’incredibile finale nel quale il regista perde ogni freno inibitore e dà libero sfogo alla sua mente malata (cito solo le strane uova verdi... chi vedrà capirà!).
Se tutto ciò non bastasse, a rendere il personaggio del bambino ancora più inquietante è il ridicolo doppiaggio eseguito da un ragazzetto dall’accento romanesco che palesemente legge dal copione sbagliando tutte le intonazioni delle battute.
Xtro è dunque un lungometraggio da vedere senza farsi troppe domande e concedendo una serata libera alla parte razionale del vostro cervello.

Paese UK
Attori principali Philip Sayer, Bernice Stegers, Danny Brainin
Genere Fantascienza
A chi è consigliato A chi non è mai entrato in sala parto
Se ti piace guarda anche Carnosaur (c'è un parto incredibile anche lì)
Reperibilità Bassissima
Voto


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