Eclisse letale

Locandina

di Anthony Hickox (1993)

Autori della recensione: Marchiño

Sebbene la pellicola sia del 1994, la presenza di Patsy Kensit ci garantisce che questo fanta-action sia pienamente anni '80. Con tutte le conseguenze del caso.
Immaginate il classico sbirro-yuppie alle prese con la microcriminalità violenta di una metropoli come Los Angeles e con una caterva di problemi personali, cioè la moglie trascurata che se ne va ed il compagno sbirro in coma: se avesse la possibilità di unirsi ad un misterioso gruppo di poliziotti d'assalto intenzionato a ripulire nottetempo la città dalla feccia infischiandosene delle regole, potrebbe resistere alla tentazione di farlo?
Ovviamente no. Ed anche se saranno necessarie un paio di manovre truffaldine e seduttrici della bella Patsy, il destino del protagonista è segnato fin dall'inizio: anche lui farà presto parte della banda di poliziotti-lupi mannari guidata dal misterioso detective Garau, un superpoliziotto che ha già eliminato il crimine da molte città grazie ad analoghi team di supersbirri, che poi scopriremo essere tutti morti. Il suo segreto è una droga che il buon Garau si estrae dal cervello (vedere per credere) e somministra a piedipiatti di valore trasformandoli in invulnerabili e potentissimi sbirri-licantropi con tendenze al vampirismo, assetati di vendetta personale e di sangue criminale.
Leit-motiv della pellicola sono dunque le scorribande notturne dei supersbirri, che si muovono veloci e determinati, fasciati in attillatissime tutine nere e con movenze che li fanno sembrare usciti da un video di Michael Jackson. In mancanza di scene di azione degne delle migliori produzioni del periodo, si rimane comunque colpiti dalla pochezza e dalla approssimazione della sceneggiatura: gli eventi infatti accadono per caso senza reali legami di causa-effetto e ciò che più sbalordisce è l'impassibilità di chi vi assiste. Nessuno, per esempio, si domanda come facciano gli sbirri mannari a resistere ai colpi d'arma da fuoco o pone loro qualche problema per la violenza con cui conducono tutte le operazioni. Il caso limite è rappresentato dalla scena del matrimonio di un membro della banda: lo sposo, visibilmente agitato e confuso, abbandona l'altare senza che nessuno, sposa, prete e parenti, cambi la sua inerte espressione facciale o dica qualcosa...
Ma il nostro protagonista, memore anche del suicidio post-miracolosa rinascita del compagno dovuta alla droga, non si farà assorbire totalmente dal delirio di onnipotenza di Garau, scoprendone i terribili segreti e neutralizzandolo mentre sta allegramente banchettando insieme ai suoi adepti sui cadaveri di disgraziati delinquenti, nonostante una fulminea eclissi di luna garantisca al malvagio l'invulnerabilità perfino ai proiettili d'argento. Proprio l'eclisse del titolo rappresenta tra l'altro il concetto più fumoso ed inafferrabile di questa trascurata sceneggiatura, e va a segnare anche la spiazzante scena finale.
Mezzo punto in più per gli incomprensibili ruggiti di sottofondo che accompagnano le discussioni degli sbirri mannari nei momenti di massimo gasamento.

Paese USA
Attori principali Mario Van Peebles, Patsy Kensit, Bruce Payne
Genere Azione
A chi è consigliato A chi piacciono i video di Michael Jackson
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Reperibilità Recuperato in vendita ex-nolo
Voto


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